La recente notizia del raggiungimento del record, tristemente negativo, del tasso di concentrazione dei gas serra nell’atmosfera, riportata a sintesi del rapporto del Gruppo di esperti sul clima dell’Onu (Ipcc), sottolinea uno stato di necessità, con cui l’uomo si deve confrontare e che ci invita a riflettere.

Uomo e pianeta condividono un’esistenza all’insegna dell’evoluzione, un cammino comune che non può prendere due direzioni separate. Proprio con la convergenza tra le esigenze di sviluppo dell’umanità e quelle di tutela del pianeta, possiamo auspicarci che l’evoluzione della vita sulla terra possa garantirsi un ciclo infinito.

Oggigiorno siamo realmente informati e coscienti sui rischi che il nostro pianeta sta correndo ma per fortuna, abbiamo anche la capacità di misurare la salute del nostro pianeta: abbiamo perciò la capacità di ridare equilibrio a questa situazione alquanto critica.

Le emissioni mondiali devono essere ridotte dal 40 al 70% tra il 2010 e il 2050 e sparire dal 2100. Questo è l’obiettivo che l’Ipcc si pone per evitare una fine catastrofica per la vita sulla Terra. Le idee e le soluzioni per tutelare il nostro futuro sono già disponibili e possiamo iniziare a mantenere e migliorare le nostre prestazioni, in armonia con l’ambiente, fin da oggi.

Questo è l’obiettivo del nostro presente. Non abbiamo scuse.