Quando si parla di CSP si fa riferimento al solare termodinamico ad alta entalpia: si tratta di una tecnologia che fa parte della gamma di alternative energetiche ecologiche che ha lo scopo di produrre, in spazi relativamente contenuti, quantità di energia piuttosto elevate in virtù di un sistema a concentrazione. In pratica, un sistema a specchi che fa sì che le radiazioni solari si concentrino su condotti specifici nei quali scorrono liquidi in grado di raggiungere temperature molto alte e di mantenerle per lungo tempo.

Il problema, tuttavia, è che il solare termodinamico sta stentando ad affermarsi, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Se gli addetti ai lavori sono concordi nel ritenere che si tratti di un sistema dalle potenzialità notevoli, ciò non è sufficiente, anche perché sono pochi gli impianti costruiti per attuare il CSP e, per di più sono pochi anche i progetti per svilupparlo.

Nel nostro Paese, per esempio, il solare termodinamico deve fare i conti con tariffe economiche che sono in aumento. Da un lato si tenta di rilanciare il termodinamico quindi, ma dall’altro lato il CSP è avvolto in un pericoloso silenzio, anche all’interno dello stesso settore. In Italia il solo impianto attivo è quello da 5MW che è stata realizzato in Sicilia da Enel, a Priolo Gargallo, nell’ambito del progetto Archimede che ha coinvolto anche Enea.

Solare termodinamico a rilento: quali sono i motivi che spiegano tali difficoltà?

Come spesso accade quando si parla di energie rinnovabili, il problema più grosso è di tipo economico. La tecnologia del CSP, infatti, richiede investimenti ingenti e spazi molto grandi. Una soluzione, però, ci sarebbe, ed è – per esempio – quella che è stata adottata in Francia da Global CSP: si tratta, in pratica, di orientarsi verso formati minori, che risultino alla portata delle piccole e medie imprese. Ecco, quindi, che Global CSP ha dato vita a un innovativo sistema con 15 kWh di potenza. Ma non solo: anche in altri Paesi esteri ci si sta muovendo in questa direzione. La stessa Global Csp in Inghilterra e in Nuova Zelanda sta sviluppando prototipi con una potenza di 70 kWh. Insomma, le soluzioni a disposizione ci sono. Per ora, nel 2015 in Italia sono stati cantierizzati 235 MW per il solare termodinamico, per un investimento in denaro pari a circa un miliardo e mezzo di euro. Lo scenario, dunque, sembra destinato a diventare più chiaro: con l’avviamento dei cantieri nei prossimi mesi gli investitori internazionali avranno risposte più affidabili e certe sull’effettiva utilità del CSP in Italia.

Ovviamente, sarà necessario superare le lungaggini degli ultimi anni e dimenticare le problematiche che sono state incontrate dal punto di vista delle autorizzazioni. Senza scordare che le tecnologie nuove da noi si scontrano sempre con una scarsa accettazione sociale.