Energy citizens, ovvero cittadini che possono produrre la propria energia: è racchiuso qui il futuro delle fonti di energia rinnovabili secondo il rapporto CE Delft.

Fonti di energia rinnovabili: l’autosufficienza energetica parte dagli energy citizens

Qualcosa nel mondo delle fonti di energia rinnovabili si sta muovendo. È quanto sostiene il report scientifico “The potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft, per conto di Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e Rescoop.eu.

Secondo questa indagine, infatti, entro il 2050 la metà dei cittadini dell’Unione Europea potrebbe produrre da sola la propria elettricità a partire da fonti rinnovabili. Un percorso che rientra a pieno nelle politiche ambientali dell’UE che mirano a ridurre la presenza di anidride carbonica emessa dell’80%.

Il processo di transizione verso un’economia basata sulle low carbon energy vedrà tra i suoi principali protagonisti proprio i “cittadini dell’energia”. Una nuova “classe ambientale” che dimostra un cambiamento del sistema produttivo: non più dominato dalle grandi aziende, ma sempre più plasmato da quegli individui che possono produrre da soli la propria energia verde.

 

Gli energy citizens e il viaggio verso un futuro 100% rinnovabile

Con l’espressione “energy citizens” si intendono tutti quegli individui o famiglie che producono energia o gestiscono in maniera flessibile, individuale o collettiva, la propria domanda di energia. Questa definizione si estende anche ad enti pubblici come città ed edifici comunali, scuole, ospedali, edifici di proprietà del Governo e PMI.

A questo proposito Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di GreenPeace Italia, dichiara:

I cittadini che autoproducono almeno parte dell’energia che consumano saranno le figure chiave delle politiche energetiche dei prossimi anni. Togliendo il monopolio della produzione di energia alle grandi aziende che continuano a puntare su fonti fossili come carbone, petrolio e gas, sarà possibile definire un modello più democratico, in cui ciascuno contribuisce a produrre energia: è l’unica possibilità per un futuro 100% rinnovabile

Quindi, secondo quanto emerge dal rapporto, questa nuova categoria sarebbe in grado di generare una quota di energia importante. Non solo: fornirebbe anche la necessaria flessibilità al sistema energetico attraverso la gestione della domanda.

Inutile negare, però, che il tutto dovrebbe essere supportato da una giusta normativa a livello europeo. Attualmente infatti il settore delle risorse rinnovabili è fortemente penalizzato da:

  • esplicite restrizioni legali;
  • procedure amministrative di difficile gestione;
  • tariffe ancora troppo penalizzanti.

 

Energia pulita ed energy citizens: cosa emerge dal rapporto?

Il rapporto “The potential for Energy Citizens in the European Union” mette in evidenza alcuni aspetti importanti su cui vale la pena soffermarsi:

  1. entro il 2050 circa il 50% della popolazione dell’UE potrebbe produrre autonomamente la propria energia;
  2. la quantità di Twh generata dagli energy citizens sarebbe pari a 611 nel 2030 e 1557 Twh nel 2050 (in termini percentuali parliamo del 19% nel 2030 e del 45% nel 2050);
  3. alla death line del 2050, l’energia rinnovabile prodotta proverrà per il 37% dai cittadini, per il 39% dalle PMI, per il 23% dagli impianti domestici e appena l’1% dagli enti pubblici;
  4. la Svezia sarebbe in proporzione il Paese Leader con il 79% dei cittadini che sarebbe in grado di produrre elettricità sfruttando fonti energetiche rinnovabili;
  5. La Lettonia è lo stato con la maggiore potenzialità (il rapporto stima che potrebbe coprire l’83% della domanda di elettricità).

 

E l’Italia, a che punto è il nostro Paese sul fronte delle fonti rinnovabili?

Tantissime potenzialità, pochi mezzi. Potrebbe essere riassunta così la situazione delle energie rinnovabili in Italia. Alcuni provvedimenti recenti (come la riforma della tariffa elettrica o il regolamento dei SEU – Sistemi Efficienti di Utenza), uniti alla scarsa appetibilità dell’Italia per gli investitori e all’incertezza normativa che da anni regna sovrana su queste tematiche, aiutano a spiegare il crollo dei nuovi impianti fotovoltaici (passati, secondo il report di Greenpeace “Rinnovabili nel mirino”, da 150mila nel 2012 ad appena 722 nel 2014).

Secondo il report “The potential for Energy Citizens in the European Union”, nel 2050 potrebbero essere 2 italiani su 5 a contribuire alla produzione di energia, cioè il 34% del totale dell’elettricità prodotta in totale da fonti alternative. La percentuale potrebbe essere così distribuita:

  • 25% dalle PMI;
  • 37% da impianti domestici;
  • 37% da cooperative;
  • 1% da enti pubblici.
fonti di energia rinnovabili

Fonte: www.greenpeace.org

 

Cosa fare per aiutare lo sviluppo del potenziale degli energy citizens italiani? Nel report si legge che secondo Greenpeace la direttiva comunitaria dovrebbe tener conto dei seguenti aspetti:

  • garantire il diritto all’autoproduzione e all’autoconsumo prevedendo delle forme di incentivo per i cittadini che immettono in rete l’elettricità prodotta in eccesso, che utilizzano sistemi di accumulo e sono impegnati nella gestione della domanda;
  • semplificare le procedure amministrative per chi vuole produrre energia in maniera diretta attraverso cooperative energetiche;
  • incoraggiare metodi di finanziamento innovativi per progetti di generazione diffusa.

 

Energia pulita per le aziende: il lavoro di Garbini Consulting

In tema di fonti di energia rinnovabili, negli ultimi anni Garbini Consulting ha lavorato con aziende e fornitori per raggiungere un importante traguardo: offrire energia verde certificata allo stesso prezzo di quella ottenuta da combustibili fossili. Circa il 98% circa delle aziende clienti ha sottoscritto un contratto “a emissioni zero” che prevede lo sfruttamento di fonti di energia solare, eolica, idroelettrica, geotermica, da biomasse. Il tutto per ridurre le emissioni di CO2 per la quota corrispondente ai propri consumi di energia elettrica.

 

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