Oggi vogliamo raccontarvi un curioso caso di disservizio di cui siamo testimoni e che riguarda un nostro cliente, la Autolinee Crognaletti, storico gruppo di autotrasporti con più di 130 anni alle spalle, che conta oggi circa 70 dipendenti, 60 autobus e copre, con le sue linee, circa 650 mila chilometri nella provincia di Ancona e un milione e 100 mila nella provincia di Macerata.

Una storia locale e ultracentenaria, insomma, all’insegna dell’affidabilità e della puntualità, che si scontra visibilmente con quanto accaduto nelle scorse settimane. Perché se da una parte c’è la Crognaletti, sempre presente attraverso il tempo al fianco dei suoi clienti, dall’altra ci sono i colossi nazionali delle telecomunicazioni, Wind e Telecom, che non riescono a garantire un servizio vitale per le sorti di un’azienda di autotrasporti.

Passata alla rete Wind ad inizio anno, dal 25 agosto, al rientro dalle ferie, la Crognaletti inizia a riscontrare malfunzionamenti. Wind e Telecom si rimbalzano le responsabilità e, soprattutto, ciò che è più grave, non riescono a fornire risposte certe ed attendibili al problema, che dura per più di una settimana, mettendo in ginocchio l’azienda nell’adempiere persino alle più semplici attività quotidiane.

Dopo ripetuti interventi, per tamponare il grave disservizio Wind installa un modem provvisorio, mentre il 2 settembre Telecom risolve il guasto tecnico. Nonostante questo, Wind ancora ad oggi non è intervenuta per ripristinare la situazione ed il cliente sta pagando di tasca propria un servizio che non sta utilizzando. Senza contare i danni alla sua attività.

Sembra impossibile nel 2014, ma queste cose succedono e vanno portate a conoscenza di tutti. Di chi sono le responsabilità? Esiste effettivamente la libera concorrenza, per la quale un’azienda può cambiare gestore senza subire danni di questo genere? Restiamo – non possiamo fare altrimenti – in attesa di risposte.

Una cosa però è certa: oggi la connettività è fondamentale, per tutti e ad ogni livello. Senza connettività gli uffici restano fermi. E negli uffici restano ferme le persone che vi lavorano. Non è certo questo un buon modo per affrontare un futuro pieno di incognite, ma anche di opportunità da cogliere attraverso l’efficienza, la funzionalità e la correttezza dei servizi essenziali che si devono a chi fa impresa con serietà.