Il Riciclato Circo Musicale è la band che ha animato il nostro evento Riallacciamo i fili: un gruppo incredibile, non solo per bravura e sonorità ma anche per l’essenza stessa che contraddistingue il progetto musicale.

La medusa

La medusa

Il gruppo nasce nel 2006, con una squadra formata da quattro musicisti provenienti da generi ed esperienze artistiche differenti, ma che hanno in comune la passione per la ricerca e la continua sperimentazione sonora. I quattro musicisti sono: Andrea, Simone, Freddy, Kaio Michele. Il gruppo musicale è Riciclato perché per comporre i proprio suoni utilizza strumenti realizzati con materiali di recupero e oggetti di uso comune. Con questi oggetti hanno costruito (e suonato) strumenti di ogni tipo, inventandone addirittura di nuovi. Tra le loro invenzioni più celebri, i cui nomi sono spesso un gioco di parole derivato dall’unione tra l’oggetto e lo strumento a cui assomiglia, ci sono la Chiteja (chitarra + teglia), il Bassolardo (basso+battilardo), la Buzzeria (batteria+cesti spazzatura), che sono i più classici e contemporanei. Non mancano gli strumenti più tradizionali-etnici, come il Battifon o il Barattolao, fino alle creazioni originali, tra le quali la Medusa e il Casalingatore.

Li abbiamo intervistati per i lettori del nostro blog:

– Come possono la musica e l’arte cambiare idee e sensibilizzare sui temi ambientali?

La musica e l’arte possono cambiare idee e sensibilizzare sui temi ambientali perché utilizzano un linguaggio universale che, secondo noi esprime più di qualunque altra forma di comunicazione. La musica colpisce nella profondità dell’animo umano e lascia segni indelebili.

– Da cosa siete partiti per il vostro progetto? Dalla sperimentazione musicale o dall’amore per il riciclo?

Tutto è partito grazie ad un’intuizione. Ci trovavamo lungo le rive di un torrente delle Marche a rinfrescarci mentre sorseggiavamo della birra in una calda estate del 2004, quando delle birre erano rimaste solamente le bottiglie vuote. Per passare il tempo abbiamo iniziato a soffiare nelle bottiglie come fossero dei flauti di pan e a fare musica, poi abbiamo iniziato a cambiare le note riempiendole con acqua di fiume fino a creare una scala completa. La semplicità e la bellezza di quei suoni ci hanno stupito e da lì non ci siamo più fermati. Questo è il primo strumento con materiali di recupero che abbiamo suonato e che ci ha aperto la strada, ma il primo che abbiamo costruito è stato il Cassetterio, almeno nella sua prima versione, un cassetto di una vecchia cucina anni ’70 al quale è stata applicata una serie di vecchie corde di chitarra che venivano percosse con una bacchetta. Creare strumenti musicali con rifiuti in un certo senso rende democratica la musica: permette di suonare qualcosa senza dover spendere niente.

– Posso evitare di comprarmi una chitarra classica e farmi qualcosa di simile da solo? Cosa ne pensate? Poi come si impara a suonare il proprio strumento riciclato

Costruirsi da soli gli strumenti è divertente, impegnativo e appassionante. Non sempre vengono come ci si aspetta e a volte ti stupiscono per la perfezione. Costruire strumenti è un’arte e farlo con materiali di recupero una sfida. Tutto questo rende la vicenda democratica ma soprattutto, come tu dici, dopo bisogna imparare a suonare quel particolare strumento inventato o riprodotto con materiali di scarto: è una ricerca e uno studio continui.

– Scommetto che siete di quelli che non buttano mai via niente, è vero?

Noi non buttiamo niente anzi lo suoniamo! Siamo alla continua ricerca di oggetti abbandonati che ci stanno aspettando per diventare a loro volta strumenti musicali.
Con la nuova tendenza in crescita, quella del rifiuto tecnologico (e del suo difficile smaltimento, spesso ai danni dell’ambiente e dei paesi più poveri), i musicisti stanno esplorando il mondo della spazzatura tech e hanno creato un nuovo genere musicale: l’Elettrodomestica. Genere fatto di nuovi suoni stupefacenti, che vengono da rifiuti ma anche da materiali di scarto elettronici, come radio e elettredomestici, una nuova grammatica con composizioni e brani originali, in stile World Pop. I nuovi strumenti sono quindi il Casalingatore (un sintetizzatore analogico fatto di casalinghi, elettrodomestici e giochi elettronici per bambini), il Radiomin (un complesso di radio am/fm che suona come un Theremin), il Vignarolophon (un asciugacapelli che suona come un flauto) e decine di altri strumenti musicali incredibili. Saliti alla ribalta del grande pubblico, anche grazie agli applausi ricevuti a Italia’s Got Talent, i ragazzi del Riciclato Circo Musicale, oltre a scrivere bella musica sono in grado di lanciare un forte messaggio sociale, di educazione ambientale e artistica. L’arte può dare nuova vita a ciò che non serve più, donandogli nuova forma ma anche un nuovo senso e una nuova funzione. Come dice la band: “Non buttate via niente, anzi SUONATELO!”.